Dal grano al pane

Il tema del prolungamento estivo di quest’ anno è il processo di trasformazione di alcuni elementi, partendo dalle loro materie prime.

” Il miraggio di tornare indietro nel tempo, all’ origine di ogni cosa,

ai  primi due chicchi di grano che si sono abbracciati

 a  formare il primo pane ” (Fabrizio Caramagna)

Ed è proprio dal grano che siamo “partiti”, ascoltando con attenzione la lettura delle maestre e scoprendo, attraverso  narrazioni e disegni, la sua trasformazione in farina. Il giorno seguente ci siamo recati dal Signor Bruno, il  nostro amico fornaio, che ci ha mostrato e preparato l’impasto per fare il pane. Farina, acqua, sale e lievito madre i soli ingredienti messi a regola d’arte nell’impastatrice; tanto girava il gancio e tanto giravano i nostri occhi curiosi. Dieci minuti, prima a bassa e poi ad alta velocità e il nostro impasto è pronto. Bruno ce l’ha adagiato in un capiente mastello e da lì abbiamo potuto guardare, annusare e toccare il composto. Dopo esserci divertiti uno sopra l’altro ad ammirare e palpare l’amalgama, il fornaio l’ha messa a riposare in cella di lievitazione, in questo caso spenta, per favorire un processo di lievitazione più naturale possibile. Trascorse 24 ore il nostro impasto è pronto ed è giunto il nostro turno: preparati i tavoli della sala da pranzo con stampini e farina, spezzato il composto in maniera omogenea in modo tale che ognuno di noi avesse lo stesso quantitativo, ci siamo sbizzarriti nel formare animaletti, oggetti, di tutto un po’.  Adagiato il tutto in una teglia, mezz’ora di forno e il nostro pane è pronto. Che emozione: una piccola pagnottina da portare a casa e da condividere con mamma e papà; è proprio vero, per fare le cose bene ci vuole tempo, dedizione e pazienza.

Un’esperienza  sensoriale importantissima per i nostri bambini e un’ occasione preziosa per mettere alla prova le loro abilità manuali.

Un modo semplice per donare loro la soddisfazione di portare a compimento un progetto, di farlo con le proprie mani, di creare unità e coesione tra bambini e soprattutto divertirsi nel veder sollevarsi nuvole di farina e poter pasticciare un po’.

Selene Boscari

To Top