Grazie Serena, bentornata zia Marisa!

Una delle istituzioni irrinunciabili del nostro asilo è la apprezzata cucina della zia Marisa.

Lascio immaginare il senso di smarrimento quando la scorsa estate, già affaticati dalla calura di agosto, è arrivata la notizia dell’infelice infortunio della nostra cuoca.
A salvare le sorti di tante pancine affamate ed esigenti, è arrivata in nostro aiuto una delle tante “bambine” cresciute con le buone pietanze della zia Marisa: Serena.  

“Erano anni che non entravo in asilo ma ho avuto l’impressione che tutto sia rimasto al proprio posto. Gli armadietti blu con i contrassegni colorati, la scaletta bianca su cui ci si sedeva a fare merenda, le brandine per il riposino pomeridiano ancora con le lenzuola a righe bianche e verdi; anche il forno è sempre lì, in basso, e per un attimo mi è sembrato di sentire il profumo del pane tostato. Sarei mai riuscita a sostituire dignitosamente zia Marisa? Questa domanda mi affliggeva ogni volta che aprivo la porta della cucina, ma ormai mi ero messa in gioco e non mi rimaneva altro che dare il meglio. All’inizio è stata dura. Da anni lavoro nell’ambito della ristorazione ma il fatto di avere la totale responsabilità della riuscita o meno delle pietanze mi faceva salire l’ansia e la preoccupazione. I tempi erano stretti, il menù vario e ben fornito e i bimbi erano i giudici più severi. Dopo la prima settimana però, ho realizzato che la creatività, unita ad un’organizzazione precisa, sarebbe stata la chiave del successo.  E così ho cominciato a giocare di fantasia, con le forme e con i colori, sperando di riuscire ad attirare la curiosità dei bambini che mi giuravano di odiare tutta quella verdura.   “Che cosa si mangia oggi?” mi sembra ancora di sentire quelle timide vocine che si affacciavano sul corridoio della cucina. E così i formaggi delle caprette di Heidi, la pasta arlecchino e i fagioli del far west hanno lentamente affascinato i bambini e alleggerito il loro approccio ai cibi più sconosciuti. In poco meno di due mesi ho assistito a progressi inimmaginabili! Tutte quelle manine alzate per il bis, o addirittura il tris, hanno ripagato qualsiasi fatica o momento di sconforto.  Ora è tornata zia Marisa, la cuoca per antonomasia, colei che ancora oggi mi fa desiderare quella deliziosa minestra di riso e carote che solo all’asilo si mangiava. E io posso solo sperare di essere stata all’altezza e di aver lasciato ai bimbi lo stesso ricordo piacevole che io conservo nel cuore da più di vent’anni.”     la cuoca Serena 

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