Atôr pai Lavadors

In via Guarnero d’Artegna, sotto il livello stradale e inghiottito dall’urbanizzazione, collocato al riparo dal poggiolo di una casa, che sembra un po’ nasconderlo e un po’ proteggerlo, c’è il lavio di Borgo Ario che può essere individuato dalla presenza di una fontana a pompa in ghisa collocata nelle immediate vicinanze. Esso è stato costruito per volontà e a carico dei borghesani che ne curavano la pulizia e la manutenzione. Il lavio è alimentato dal Rio Gleriuzza nel suo tratto più a monte dove scendeva direttamente dal borgo Salt e passava sotto il ponte della Santissima Trinità.  In questo luogo un tempo sorgeva una Chiesetta come si legge nei documenti dell’Archivio Arcivescovile di Udine sotto la voce visite pastorali Chiese e Paesi “per Cappella-Chiesetta della SS. Trinità sul ponte omonimo del ‘Gleriuzza’ strada da v. Villa verso Gemona…” o da un manoscritto datato 1729 “…Lascia alla veneranda Chiesa della SS. Trinità un livello di capitale di ducati 20, per il quale pagano li predetti… ”. La Gleriuzza collegava via Salt a via Guarnerio e poi proseguiva fino al sifone che al va al pôc dal bar oltre la strada statale presso Casali Savonitti. Di fronte all’austera collina e alla Chiesa di S. Martino scendendo un paio di scalini dal piano della strada ci troviamo nel lavio il quale per la particolare struttura a due vasche e per lo spazio ristretto, ispira intimità; si poteva lavare non più di due persone alla volta. Sul muro di fronte c’è una targa con la data 1962 che indica il momento della costruzione della strada (sul letto del torrente Gleriuzza), della casa e con la trasformazione del lavio nella sua attuale forma.

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