L’educazione è un viaggio lento con molte fermate nel quale, attraverso una moltitudine di situazioni, le persone compiono un processo che le aiuta a crescere sul piano emotivo e intellettuale. L’educazione che si realizza in profondità, che porta alla comprensione dei fenomeni e del mondo, e che va oltre una semplice trasmissione, è dilatata nel tempo.  – Domènech Francesch
Un’educazione rallentata significa porre l’accento sugli apprendimenti e sul tempo necessario ad apprendere.
Le attività educative devono definire il proprio tempo e non viceversa.

Seguendo tale principio a settembre 2017, dopo un paio di anni di sperimentazione all’interno della nostra Scuola, è stata attivata una sezione a indirizzo didattico a ispirazione montessoriana.

Il Progetto che stiamo cercando di realizzare non vuole assolutamente limitarsi a perseguire un unico ed esclusivo metodo di lavoro. Gli obiettivi individuati da noi insegnanti sono molto più ambiziosi: cercare di integrare il pensiero educativo di M. Montessori con le ricerche più avanzate delle scienze dell’educazione, in particolare le Neuroscienze.

L’educazione montessoriana possiede dei principi particolarmente validi nonché moderni, che vanno ben oltre alle efficaci indicazioni metodologiche didattiche. Leggendo e studiando le sue opere si deduce che la Montessori non voleva che il suo pensiero e i suoi principi educativi venissero ridotti a un semplice metodo, chiuso nel suo perfezionismo e cristallizzato in una sterile ripetizione, bensì si auspicava che fossero tenuti in considerazione tali principi e, soprattutto, i loro valori guida.

Noi insegnanti siamo perfettamente coscienti che la nostra Società è ben diversa da quella di inizio Novecento e siamo altrettanto consapevoli che i bambini di oggi hanno esigenze e interessi diversi, il nostro compito di maestre non è quello di fossilizzarci con il Metodo Montessori ma di calare il Metodo all’interno della nostra attuale Comunità, prendendo atto dei cambiamenti e dei nuovi bisogni formativi.

Se metodi e mezzi debbono adattarsi ai tempi, 
i principi Montessori vanno invece presi come punto fermo di un’educazione che non ha limiti temporali.

L’accettazione totale del bambino, con le sue potenzialità e i suoi limiti.Ciò comporta la necessità di personalizzare i percorsi di apprendimento a seconda delle esigenze di ciascuno, affinché ogni bambino raggiunga il massimo di quanto è nelle sue possibilità.Ogni alunno sarà accettato, apprezzato, aiutato e soprattutto amato per la sua unicità. Nessuno sarà visto come un problema, bensì come risorsa in un costruttivo confronto fra differenze.

La volontà di rendere ogni bambino autonomo e responsabile, facendo proprio il celebre motto di Maria Montessori: “Aiutami a fare da solo”

Infatti ciascuna sezione è curata e predisposta per offrire ai bambini degli ambienti di apprendimento di tipo costruttivo e collaborativo, con il superamento della didattica frontale e trasmissiva.

L’educazione alle regole e al rispetto di sé, dell’altro e dell’ambiente, senza i quali non è possibile nessuna convivenza democratica.

L’educazione ai valori della solidarietà, della cooperazione e della condivisione.

La garanzia di un clima sociale sereno e costruttivo (senza prevaricazioni, urla, premi e castighi, senza valutazioni mortificanti e demotivanti); gli insegnanti debbono sviluppare precise competenze comunicative e relazionali, divenendo modelli di comportamento per tutti.

L’ORGANIZZAZIONE DELLA SEZIONE

Le sezioni sono eterogenee, cioè con bambini di età diversa (3/4/5 anni) e ciò anticipa quello che oggi la psicologia dell’apprendimento chiama social-learning, ossia l’apprendere attraverso il confronto costruttivo tra alunni diversi sia per interessi, abilità e competenze, sia per età.

Nell’aula non c’è l’insegnamento frontale, ci sono tavoli, dove i bambini possono lavorare per gruppi di due/ tre/ quattro…e soprattutto ci sono spazi definiti da tappeti  per svolgere le loro attività con il materiale desiderato stando anche sdraiati per terra.

L’aula segue una strutturazione ben precisa, ogni angolo è adibito ad una specifica funzione e attività, possiamo infatti trovare: l’angolo della matematica e delle scienze, l’angolo del linguaggio, l’angolo delle attività di “vita pratica”, l’angolo della pittura, del ritaglio e delle attività artistiche ed infine l’angolo morbido della lettura. Ogni bambino sceglie cosa fare e come farlo, da solo o con altri, seduto al banco o disteso a terra.

Il compito principale dell’insegnante è osservare i bambini, capire le loro esigenze, individuare in quale fase sensibile dell’apprendimento stiano transitando, con l’obiettivo di proporre agli allievi materiali adeguati alle loro richieste.

Il materiale viene presentato ai bambini singolarmente o a piccoli gruppi, sono loro che si avvicinano all’insegnante per ascoltare e guardare…non sono costretti, lo fanno liberamente se sono pronti e interessati, altrimenti continuano a lavorare con il materiale che conoscono.

Alla domanda: “Se restano indietro? Se non imparano qualcosa…?”

Maria Montessori rispondeva con il concetto di “esplosione”: ogni bambino si stanca di adoperare lo stesso materiale e spontaneamente si avvicina al nuovo…bisogna aver fiducia…anche se per mesi sembra che il bambino non apprenda, poi ci si accorge che all’improvviso interesse e conoscenza “esplodono di un botto”.

L’organizzazione degli spazi, la flessibilità e il rispetto dei tempi di apprendimento diventano quindi elementi di grande qualità pedagogica dell’ambiente educativo e pertanto devono essere costantemente oggetto di esplicita progettazione e verifica.

LA NATURA E’ UNA MAESTRA PER L’APPRENDIMENTO

La nostra Scuola dispone di un ampio e spazioso giardino e di un piccolo orto, curato e gestito dagli stessi bambini. Molte delle attività che vengono svolte in sezione partono dal giardino, dalla raccolta e dall’osservazione che i bambini fanno sul campo. Partendo dalla natura e dagli elementi che catturano la loro attenzione, vengono organizzate attività, materiali e percorsi. La didattica parte dall’interesse del bambino e la natura è una ricca fonte d’ispirazione.

Nel periodo antecedente la primavera i bambini si occupano della semina delle piantine, è loro premura bagnarle e travasarle quando necessitano di un vaso più grande. A primavera l’orto viene ripulito e sistemato dai genitori volenterosi, così da permettere ai bambini il travaso delle piante direttamente nell’orto.

L’angolo della natura lascia spazio anche agli insetti e ad altri essere viventi. In aula sono numerosi “gli amici” che vengono a trovarci: ragni, formiche, lombrichi, farfalle…ai bambini piace molto osservarli con la lente d’ingrandimento e liberarli in giardino a fine giornata.

Vivere la natura significa osservare, sperimentare, formulare ipotesi e successivamente verificarle, con la finalità di prendersi cura di essa. Lavorando con la natura, il bambino può accrescere la sua cultura in quanto ha la possibilità di classificare molte piante, vegetali, fiori, insetti e animali e studiarne la diversità.

Tale approccio permette di sviluppare al meglio le percezioni dei bambini su ciò che lo circonda, instaurando un importante senso morale sulla vita della natura stessa.

IN CONCLUSIONE… “…L’educazione non è un episodio della vita: essa dovrebbe cominciare con la nascita e durare così a lungo come la vita stessa.L’educazione non è una trasmissione di cultura, ma un aiuto alla vita in tutte le sue espressioni”. Educare, dal latino e-ducere (trarre fuori), significa far emergere il potenziale di ciascun individuo aiutandolo ad esprimersi al meglio in tutte le espressioni della vita e lungo tutto il suo percorso. È questa la nostra visione di insegnamento ed è quello che ci impegniamo a realizzare ogni giorno assieme ai nostri bambini.
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